Recentemente ho visitato il blog di MariaGiovanna Luini, della quale mi appresto a leggere il libro Una storia ai delfini, che ospita due racconti brevi di Sandra Mazzinghi.
Ebbene li ho trovati… essenziali, ben scritti e ricchi di una profonda sensibilità.
Se mi è concesso fare un parallelismo accosterei il suo modo di scrivere al modo di dipingere degli impressionisti: una pennellata fatta di parole e non di colori che da l’impressione della realtà più che denotarla, descriverla manieristicamente, rivelando l’essenza di una storia “tutto e subito”. Un insieme di colori-parole che lasciano spazio all’intuizione di chi vede-legge la trasposizione oggettiva-soggettiva di una frazione, di un attimo, di una immensità di quella stessa realtà.
Non ricorrendo al dettaglio della parola, non esplicitando l’emozione di uno specifico momento, il suo modo di scrivere lascia spazio al lettore di indovinare, di raggiungere lo stato dell’anima di chi, scrivendo, in quel monento, vuole comunicare la sua stessa emozione, dare la possibilità di ri-viverla così come sgorga spontanea dal suo cuore.
Ecco, sì!….
Leggere le parole dei due brevi racconti di Sandra Mazzinghi (“Luna paffuta” e “La bitta”) mi ha fatto provare netta la sensazione di essere lì con l’autrice, lì, vicino a lei, nella sua testa, nelle sue dita quando queste bellissime emozioni, filtrate da un animo fin troppo sensibile (specie se vi si contrappone, come nel racconto La bitta, l’insensibilità alla vita più totale) sono state veicolate dalle sue dita sulla tastiera del computer finendo a dare significato ad una pagina bianca (in formato elettronico) altrimenti vuota e sensa storia.
GRAZIE DI ESISTERE SANDRA!!!
I racconti di Sandra Mazzinghi
14 Aprile, 2008 di pizzeetriglie
Recentemente ho visitato il blog di MariaGiovanna Luini, della quale mi appresto a leggere il libro Una storia ai delfini, che ospita due racconti brevi di Sandra Mazzinghi.
Ebbene li ho trovati… essenziali, ben scritti e ricchi di una profonda sensibilità.
Se mi è concesso fare un parallelismo accosterei il suo modo di scrivere al modo di dipingere degli impressionisti: una pennellata fatta di parole e non di colori che da l’impressione della realtà più che denotarla, descriverla manieristicamente, rivelando l’essenza di una storia “tutto e subito”. Un insieme di colori-parole che lasciano spazio all’intuizione di chi vede-legge la trasposizione oggettiva-soggettiva di una frazione, di un attimo, di una immensità di quella stessa realtà.
Non ricorrendo al dettaglio della parola, non esplicitando l’emozione di uno specifico momento, il suo modo di scrivere lascia spazio al lettore di indovinare, di raggiungere lo stato dell’anima di chi, scrivendo, in quel monento, vuole comunicare la sua stessa emozione, dare la possibilità di ri-viverla così come sgorga spontanea dal suo cuore.
Ecco, sì!….
Leggere le parole dei due brevi racconti di Sandra Mazzinghi (“Luna paffuta” e “La bitta”) mi ha fatto provare netta la sensazione di essere lì con l’autrice, lì, vicino a lei, nella sua testa, nelle sue dita quando queste bellissime emozioni, filtrate da un animo fin troppo sensibile (specie se vi si contrappone, come nel racconto La bitta, l’insensibilità alla vita più totale) sono state veicolate dalle sue dita sulla tastiera del computer finendo a dare significato ad una pagina bianca (in formato elettronico) altrimenti vuota e sensa storia.
GRAZIE DI ESISTERE SANDRA!!!
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